il sangue degli altri

un romanzo criminale

Chi tocca Budanov muore

Stanislav Markelov era l’avvocato di Anna Politkovskaja ed era l’avvocato che si batteva contro il rilascio anticipato del colonnello Yuri Budanov, l’ufficiale di più alto grado condannato per crimini di guerra da un tribunale russo. Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov rappresentava la famiglia di Elza Kungaeva, la diciottenne cecena stuprata e uccisa a Khankalà da un gruppo di soldati russi. All’episodio dello stupro e omicidio si ispira il prologo del romanzo Il sangue degli altri. Alla figura criminale del colonnello Budanov è ispirato il personaggio del romanzo colonnello Kovalev. E no, non sono stato abbastanza pessimista.

In questi anni, l’omicidio di Elza è diventato il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe. L’episodio è raccontato in molte pagine dell’indispensabile libro “La Russia di Putin” di Anna Politkovskaja. Vi si racconta anche il processo a Budanov, che probabilmente non sarebbe stato condannato senza questa grande attenzione mediatica. Budanov era stato arrestato nel duemila, incriminato e condannato nel 2003 a dieci anni. Di recente era però tornato in libertà, malgrado la campagna condotta dall’avvocato Markelov contro il rilascio.

Anna Politkovskaja è stata uccisa il 7 ottobre 2006. L’avvocato Markelov ieri. Freddato per strada insieme ad Anastasija Baburova, giornalista venticinquenne della Novaya Gazeta, stessa testata della Politkovskaja.

Il padre di Elza Kungaeva, da anni in Norvegia, riceve continue minacce di morte. Non si tocca il colonnello. Oggi il procuratore generale Yuri Chaika ha annunciato che si occuperà personalmente dell’omicidio Markelov. Attendiamo dunque con fiducia che venga incriminata una banda di ceceni ubriachi.

Per fortuna che c’è sempre Berlusconi che sdrammatizza.

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Berlusconi sdrammatizza

Luigi Bernardi dice la sua sul premio Scerbanenco

luigi bernardi

luigi bernardi

Su Facebook, Luigi Bernardi dice la sua sul premio Scerbanenco: “Fra i cento libri in concorso, escludendo giocoforza quelli pubblicati da Perdisa e una buona sessantina di rimanenti che non trovo ragione di leggere, il migliore è “Il sangue degli altri” di Antonio Pagliaro“.

Premio Scerbanenco: il voto popolare

scerbanencoPremio Scerbanenco: da oggi 1 novembre fino al 25 novembre è possibile votare il “miglior noir tra i romanzi scritti in italiano, pubblicati e distribuiti in territorio italiano tra ottobre 2007 e settembre 2008, appartenenti al genere noir, giallo, thriller o mystery”.

E’ possibile esprimere una sola preferenza accedendo alla pagina contenente la lista dei cento titoli in gara. I voti popolari saranno sommati poi alle preferenze della Giuria letteraria e determineranno la cinquina dei finalisti del Premio Scerbanenco, che verrà presentata a Courmayeur il 4 e 5 dicembre. Il premio sarà assegnato l’8 dicembre.

Il romanzo Il sangue degli altri di Antonio Pagliaro è in lista. Se lo avete letto e vi è piaciuto, votatelo. Se non lo avete letto e volete farlo, potete farlo gratis sul social network Anobii. Oppure scrivetemi, ho ancora qualche copia.

Intenso e disilluso

L’inizio, straordinariamente incisivo per la sua crudezza, non è facile da digerire, ma è necessario per capire di cosa si sta parlando. L’argomento appare ancora più drammatico quando l’autore lo contrappone al festival del qualunquismo della tv italiana. Intenso e disilluso sono i termini che meglio lo descrivono, da leggere.

Vladi su anobii

Una Sicilia in cui i cannoli fanno schifo

Un romanzo ben scritto, una trama solida che riserva delle sorprese, senza essere una successione stucchevole di fuochi d’artificio.

Antonio Pagliaro ha compiuto un meticoloso lavoro sulla lingua. Alcuni autori hanno reso il dialetto siciliano in maniera filologicamente precisa, altri hanno inventato un’italiano con influenze dialettali usando molta fantasia (vedi Camilleri). Ma a quanto mi risulta, nessuno ha reso in modo così preciso l’italiano che si parla in Sicilia. Il costrutto delle frasi, il vocabolario, il tono. Tutto ineccepibile, una vera fotografia.
Il lavoro compiuto sulla lingua rende i dialoghi sempre credibili. Questi ultimi sono, assieme alla trama, il punto forte del romanzo.

Sembra che una priorità dell’autore sia quella di raccontare una Sicilia credibile ed evitare a tutti i costi di spacciare l’ennesima Sicilia da cartolina. Alla fine del romanzo, Lo Coco offre un cannolo ad Anastasia: il cannolo fa schifo e costa uno sproposito. Questo, oltre che essere un fatto (i cannoli estivi d’aeroporto fanno schifo e costano uno sproposito) è anche una riuscita allegoria. Complimenti.

L’unica critica riguarda il protagonista. Il romanzo è tutto centrato su Lo Coco, e Lo Coco è un personaggio che non invoglia a immedesimarsi: sciatto, malvestito, mal pettinato, fuorimoda, debole, timido, persino un po’ morboso. Completamente privo di carisma. Immagino che dietro ci siano nobili motivi e una solida scelta poetica, come solido e per niente improvvisato è tutto il romanzo. Tuttavia, da lettore comune, questa è una scelta che non sono riuscito ad apprezzare.

Andrea Ferrigno su anobii

Gratis

Su aNobii, social network per gli amanti di libri che deve il suo nome al temibile anobium punctatum, è ancora possibile ricevere gratis una copia del romanzo “il sangue degli altri“ di Antonio Pagliaro.

In questo thread è spiegato come è possibile. Chi è interessato, si registri su aNobii (se non lo è già) e intervenga nella discussione.

Prima a riceverlo, Elisa Bolchi ne ha parlato qui. Altri utenti di aNobii che hanno ricevuto e letto il libro: Giovanni, Perflinka, ferrigno, Daphne11, antonio consoli, Herberh, Cercoposto, Rosanna Zito. Alcuni hanno commentato qui.

Qui alcune recensioni del romanzo. Qui una rassegna stampa. Qui una rassegna web.

“Buttana la miseria, grazie!” (Prego).

Conquiste del lavoro“Il protagonista di un noto romanzo americano dice che i libri che ti lasciano senza fiato sono quelli che quando li finisci di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e potergli telefonare ogni volta che vuoi. E se io lo avessi avuto, il numero, non avrei esitato un nanosecondo a digitare lo 091 – prefisso di Palermo – e subito esclamare alla persona in linea un semplice “Buttana la miseria, grazie!”. Perché Il sangue degli altri è un Evviva di scrittura & struttura che va semplicemente ringraziato”.

Fausto Bassini scrive del romanzo “Il sangue degli altri” su Conquiste del Lavoro del 14 giugno 2008. Leggi l’intero articolo (diviso in tre pagine): pag. 6, pag. 7, pag. 8,