il sangue degli altri

un romanzo criminale

Archivio per settembre, 2008

Una Sicilia in cui i cannoli fanno schifo

Un romanzo ben scritto, una trama solida che riserva delle sorprese, senza essere una successione stucchevole di fuochi d’artificio.

Antonio Pagliaro ha compiuto un meticoloso lavoro sulla lingua. Alcuni autori hanno reso il dialetto siciliano in maniera filologicamente precisa, altri hanno inventato un’italiano con influenze dialettali usando molta fantasia (vedi Camilleri). Ma a quanto mi risulta, nessuno ha reso in modo così preciso l’italiano che si parla in Sicilia. Il costrutto delle frasi, il vocabolario, il tono. Tutto ineccepibile, una vera fotografia.
Il lavoro compiuto sulla lingua rende i dialoghi sempre credibili. Questi ultimi sono, assieme alla trama, il punto forte del romanzo.

Sembra che una priorità dell’autore sia quella di raccontare una Sicilia credibile ed evitare a tutti i costi di spacciare l’ennesima Sicilia da cartolina. Alla fine del romanzo, Lo Coco offre un cannolo ad Anastasia: il cannolo fa schifo e costa uno sproposito. Questo, oltre che essere un fatto (i cannoli estivi d’aeroporto fanno schifo e costano uno sproposito) è anche una riuscita allegoria. Complimenti.

L’unica critica riguarda il protagonista. Il romanzo è tutto centrato su Lo Coco, e Lo Coco è un personaggio che non invoglia a immedesimarsi: sciatto, malvestito, mal pettinato, fuorimoda, debole, timido, persino un po’ morboso. Completamente privo di carisma. Immagino che dietro ci siano nobili motivi e una solida scelta poetica, come solido e per niente improvvisato è tutto il romanzo. Tuttavia, da lettore comune, questa è una scelta che non sono riuscito ad apprezzare.

Andrea Ferrigno su anobii

Annunci