il sangue degli altri

un romanzo criminale

Ogni parola è là dove deve essere

“Chiedete a un critico o a uno scrittore da cosa si può riconoscere a prima vista se un romanzo è ben scritto e la risposta sarà, quasi sempre, la stessa: i dialoghi. Se tutti i personaggi parlano allo stesso modo – che si tratti di uomini, donne, bambini, salumieri o premi nobel – e soprattutto se tutti parlano come il narratore –lo scrittore raramente sarà un vero talento.

Basta aprire Il sangue degli altri per imbattersi in un dialogo magistrale, che sa di cinema e di teatro più che di letteratura, perché ne sentiamo gli odori, i rumori, il caldo umido. Quel dialogo è un certificato di garanzia, che ci mostra quanto dobbiamo aspettarci dalle pagine che seguiranno.

Il sangue degli altri non ha nulla a che vedere col romanzo di un esordiente. Non ha nulla di incerto, non c’è esercizio, non c’è mostra di sé. Tutto è misurato, calibrato, ogni parola è là dove deve essere, non c’è gioco stilistico ruffiano e fine a se stesso. Il sangue degli altri è un romanzo maturo, scritto con lo stile di chi ha imparato a scrivere da grandi maestri e lo fa con sincerità, con amore per il lettore ma con amore ancora maggiore per la Scrittura, quella da cui tutti pretendono molto ma a cui pochi sono disposti a dare”.
Elisa Bolchi (continua a leggere su Tigro)

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