il sangue degli altri

un romanzo criminale

Archivio per febbraio, 2008

Un libro che si legge tutto in un fiato, intenso ed emozionante

“Non è il solito giallo, questo del giornalista e blogger Antonio Pagliaro: perchè non è ambientato in una delle solite città del giallo, Milano o Bologna.
Perchè non è scritto basandosi sui soliti luoghi comuni del giallo: l’omicidio, l’assassino, il detective buono e il solito lieto fine.
In questo libro, che ha come prologo un feroce omicidio (Il sangue degli altri , che diventerà l’ossessione per il protagonista) di una giovane ragazza (un omicidio dei tanti) nella feroce guerra in Cecenia, nulla è scontato. E non lo sarà nemmeno il finale”.

“Un libro che si legge tutto in un fiato, intenso ed emozionante: racconta di una realtà effimera come quella della Palermo bene. Di una società che si intontisce davanti alla televisione col grande fratello o coi drink nei bar davanti ad un aperitivo.
Racconta di una guerra, quella in Cecenia, di cui si parla troppo poco.
Ma ha anche il pregio di parlare dell’intreccio tra mafia e politica, facendo accuse con tanto di nomi e cognomi di comodo, dietro cui viene facile riconoscere personaggi reali. Da Salvo Cusimano presidente della regione al ministro per lo sviluppo Giuffrida.
Per arrivare al presidente del Consiglio Leoni”.
Aldo Funicelli (leggi tutto su Uno e nessuno)

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Ingiustizia è fatta

Un romanzo d’esordio: ma non sembra. Francesca Rivano scrive del romanzo il sangue degli altri su La Sesia. Clicca l’immagine per aprire il file pdf.

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Il sangue degli altri al Papyrus Cafè

PapyrusOggi alle ore 18.00, al Papyrus Café di Roma (via De Lucchesi 28, nei pressi della fontana di Trevi) Alessandra Buccheri presenta il romanzo “Il sangue degli altri” di Antonio Pagliaro. Saranno presenti l’autore del romanzo e alcuni autori di Cabaret Bisanzio. (Forse persino il cavaliere Marcello Stacchia).

Ogni parola è là dove deve essere

“Chiedete a un critico o a uno scrittore da cosa si può riconoscere a prima vista se un romanzo è ben scritto e la risposta sarà, quasi sempre, la stessa: i dialoghi. Se tutti i personaggi parlano allo stesso modo – che si tratti di uomini, donne, bambini, salumieri o premi nobel – e soprattutto se tutti parlano come il narratore –lo scrittore raramente sarà un vero talento.

Basta aprire Il sangue degli altri per imbattersi in un dialogo magistrale, che sa di cinema e di teatro più che di letteratura, perché ne sentiamo gli odori, i rumori, il caldo umido. Quel dialogo è un certificato di garanzia, che ci mostra quanto dobbiamo aspettarci dalle pagine che seguiranno.

Il sangue degli altri non ha nulla a che vedere col romanzo di un esordiente. Non ha nulla di incerto, non c’è esercizio, non c’è mostra di sé. Tutto è misurato, calibrato, ogni parola è là dove deve essere, non c’è gioco stilistico ruffiano e fine a se stesso. Il sangue degli altri è un romanzo maturo, scritto con lo stile di chi ha imparato a scrivere da grandi maestri e lo fa con sincerità, con amore per il lettore ma con amore ancora maggiore per la Scrittura, quella da cui tutti pretendono molto ma a cui pochi sono disposti a dare”.
Elisa Bolchi (continua a leggere su Tigro)