il sangue degli altri

un romanzo criminale

Archivio per novembre, 2007

Un libro silenzioso che vale la pena respirare.

“Da “Il sangue degli altri” di Antonio Pagliaro.

Lo Coco aprì gli occhi atterrito. Era agitatissimo e sudato. Il lenzuolo sotto di lui era bagnato. Non riconobbe la stanza. La testa gli ronzava. Guardò l’orologio. Erano le sei e dieci. Non ricordava più dov’era. Si guardò accanto. Una donna gli dava le spalle nude. Sì, era stato un incubo. I ceceni erano lontani e Cinzia dormiva serena accanto a lui. Si girò dall’altra parte e riprese a dormire.

Sono questi i libri silenziosi che vale la pena respirare.”
Dal blog Precipitando si vola

Annunci

Poi un giorno scriverete un libro

“Poi un giorno scriverete un libro. Questo. Nonostante l’età ormai avanzata, verrete più volte indicato come giovane e promettente scrittore. Incredibilmente, nonostante le figure femminili nel romanzo fortemente stereotipate e poco credibili e nonostante la presenza di un personaggio che è copia sfacciata del camilleresco Catarella, il vostro libro vi riuscirà bene. La scrittura veloce e fresca, l’intreccio pieno di colpi di scena e di svolte inaspettate, terrà i lettori col fiato sospeso. Fino alla fine. Li coinvolgerà anche in situazioni abitualmente poco frequentate dal pubblico italiano, come la guerra cecena. In poche parole, scriverete un bel noir, teso e asciutto. Al quale ne seguiranno altri. Insomma, fama lunga e intensa. Che vi renderà sempre più insopportabili”.
Maia sul blog Solo in superficie

Quanto di più simile a Manchette mi sia capitato di leggere che non sia stato scritto dallo stesso Manchette

“Lo stile con cui il libro è scritto mi ha piacevolmente sorpreso. Ha una maturità che forse non hanno tutti gli esordienti. Antonio, per sua stessa ammissione, è un convinto manchettiano e questo si vede. Il romanzo è infatti scritto con una certa asciuttezza, con la giusta asciuttezza, direi, e chi conosce i miei gusti letterari sa quanto io ci tenga, all’asciuttezza (che parola ridicola, “asciuttezza”). In alcuni passaggi, davvero, non c’è una parola di troppo o una di meno. La sequenza iniziale, quella tremenda con cui il libro si apre, è quanto di più simile a Manchette mi sia capitato di leggere che non sia stato scritto dallo stesso Manchette. E ce n’è anche un’altra, quella in cui assistiamo ad un posto di blocco da parte di due finanzieri. Molto manchettiana anche quella. E non è che sto accusando Antonio di plagio: dal mio punto di vista, gli sto facendo un signor complimento. Oltre allo stile conciso, ho apprezzato anche un’altra cosa: il sense of humor. Il libro ne è pervaso. Avete presente le barzellette di Totti? Ecco, uguale. Ci si diverte e ci si indigna, col sangue degli altri.”
Sauro Sandroni (leggi tutto sul suo blog)

Ché non c’è molto da sorridere

“Son tornato a casa, oggi, sulla scrivania c’era una busta, me l’aveva lasciata Simona, dentro la busta c’era un libro, il libro era Il sangue degli altri, di Antonio Pagliaro, che io non l’avevo trovato, ho fatto un bel sorriso, per questo fatto che Simona mi aveva lasciato il libro Il sangue degli altri, ho iniziato a leggerlo, ho sorriso un po’ meno, ché non c’è molto da sorridere, a legger la storia che racconta, ma già dopo poche pagine, mi sa che non lo abbandonerò facilmente, questo libro. L’unica cosa, questo libro, proprio all’inizio, ci sono i nomi dei personaggi, di questo libro, certo che chiamare un personaggio Edo, io non lo so, cosa passava per la testa, all’autore di questo libro : – )
Considerazione a margine quasi seria (si fa per dire, eh), molte delle persone che stan dentro i ringraziamenti, io, anche se in modo solo virtuale, le conosco, e leggendo questo libro mi sembra di leggere un po’ anche loro, e di più mi sembra di leggere anche un po’ quel che può fare la rete, se unisce delle persone che hanno qualcosa in comune, e insomma, mi faccio un po’ una riserva di argomenti contro chi dice male del modo di viverla, almeno ultimamente, la rete, che a viverla così, secondo me, dirne male, non ci sono argomenti.”
Francesco sul tumblr di 8e49

Nokhchallah

“Il primo è Il sangue degli altri (Sironi), di Antonio Pagliaro. Un libro che ho letto in una delle prime bozze, quando ancora aveva quel titolo impronunciabile (e difficile da scrivere, quindi evito). Una lettura approfondita, fatta al computer, con segnalazioni, revisioni, commenti, correzioni. E anche scritture. Sì, perché nel libro compare una breve scena in calabrese, che Antonio ha fatto scrivere al sottoscritto (applausi). L’aiuto e la partecipazione, hanno spinto l’autore a dare il mio nome (non TED©, Edo Grandinetti, intendo) a un personaggio, tenente del SIS dei carabinieri. Vi assicuro che leggere quel nome nelle prime pagine è un’emozione che deforma il viso (per il sorriso).
Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo.”
Edo Grandinetti su Stati di sonnolenza.
Il “titolo impronunciabile”, titolo di lavoro del romanzo, è “Nokhchallah”.

Le indagini di Corrado Lo Coco da Palermo a Riga

Roma, 3 nov. – (Adnkronos/Adnkronos Cultura) – A Palermo, nel 2005, il giornalista Corrado Lo Coco, inizia ad indagare su un caso sospetto e carico di implicazioni. Un caso che nasce dall’inaugurazione, sostenuta dal potere politico locale, del grande casinò Trinacria. L’appalto e le procedure avviate per l’apertura del casinò, però, vengono bloccate. Viene scoperta, infatti, una truffa ai danni dell’Unione Europea. Il diritto di aprire il nuovo casinò viene assegnato alla società lettone Paradise. Corrado Lo Coco comincia a scrivere dei resoconti piccanti sulle colonne dell’Ora, il quotidiano per il quale lavora. Lo Coco è il protagonista del romanzo dello scrittore palermitano Antonio Pagliaro ”Il sangue degli altri”, pubblicato dalla casa editrice Sironi.

”Appena alzato – si legge all’inizio del libro – i capelli ancora arruffati, Corrado Lo Coco tirò fuori dagli scaffali dello studio il faldone della storia dei casinò. Un’indagine di due anni prima. Lo poggiò sulla scrivania. Tolse la polvere con la mano. Lo aprì”. Il caso, mano a mano, si complica mettendo a nudo tutti gli affari loschi che lo circondano. Toti Catania, presidente del Casinò Trinacria contatta Lo Coco rivelandogli che vuole riferirgli indiscrezioni molto scottanti che potrebbero far tremare tutta la buona società palermitana. I due fissano un appuntamento. Eppure, poche ore prima di incontrarsi, Toti Catania viene ucciso per le strade di Palermo.

Ma non è tutto. Nelle stesse ore in cui Catania viene ucciso, viene registrato un nuovo omicidio. Nel centro storico di Palermo, infatti, viene ucciso l’ex proprietario della Paradise, un affarista lettone. Misteri e delitti irrisolti si intrecciano complicando le indagini del giornalista e delle autorità. Passo dopo passo, Lo Coco scopre indizi molto gravi. Indizi che, soprattutto, lo spingono a seguire una pista che lo porterà fino alla Cecenia. Lo Coco scopre degli strani collegamenti tra alcuni crimini commessi in Cecenia e i morti che hanno insanguinato le strade di Palermo. Le sue indagini, insomma, lo porteranno anche a Mosca e a Riga in Lettonia.

(il libro su ibs)