Nokhchallah

“Il primo è Il sangue degli altri (Sironi), di Antonio Pagliaro. Un libro che ho letto in una delle prime bozze, quando ancora aveva quel titolo impronunciabile (e difficile da scrivere, quindi evito). Una lettura approfondita, fatta al computer, con segnalazioni, revisioni, commenti, correzioni. E anche scritture. Sì, perché nel libro compare una breve scena in calabrese, che Antonio ha fatto scrivere al sottoscritto (applausi). L’aiuto e la partecipazione, hanno spinto l’autore a dare il mio nome (non TED©, Edo Grandinetti, intendo) a un personaggio, tenente del SIS dei carabinieri. Vi assicuro che leggere quel nome nelle prime pagine è un’emozione che deforma il viso (per il sorriso).
Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo.”
Edo Grandinetti su Stati di sonnolenza.
Il “titolo impronunciabile”, titolo di lavoro del romanzo, è “Nokhchallah”.

5 Commenti »

  Ted wrote @

Ma come si pronuncia? Non lo so davvero.

  antonio wrote @

“Nokhchallah” si pronuncia “nohchallah”, accento sulla prima sillaba. Da fonte cecena doc.

  seia wrote @

A occhio mi sa che hai fatto bene a cambiarlo va :-)

  antonio wrote @

Beh, sì, era un titolo di lavoro. Ero consapevole che non era un titolo da libreria. Poi magari ti spiego anche che vuol dire :)

  alanstix wrote @

Sicuramente un buon titolo é importante per il richiamo, naturalmente il contenuto deve essere all’altezza, vedremo.


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